Finanze

Perché la Fed mantiene i tassi fermi: una decisione cruciale per l'economia americana

2025-03-19

Autore: Maria

Nessun taglio in vista. Anche a marzo, la Federal Reserve dovrebbe mantenere i tassi invariati tra il 4,25% e il 4,50%, come confermato a fine gennaio.

Il presidente Jerome Powell e alcuni membri della Fed hanno sottolineato che non vi è fretta di apportare modifiche, e le proiezioni macroeconomiche di dicembre indicano una possibile riduzione verso un'uscita finale a 3,75-4% entro la fine dell'anno, suggerendo due tagli di 25 punti base.

Tuttavia, ci sono analisti che pronosticano, per le stime di marzo, un aumento di queste indicazioni a 4-4,25%, il che equivarrebbe a un solo taglio da qui a dicembre.

L’incertezza in relazione agli annunci del presidente Donald Trump pesa sulle decisioni.

Non è chiaro quanto le sue minacce di aumentare i dazi siano una strategia negoziale o parte integrante di un nuovo approccio alla politica industriale americana.

Le promesse di ridurre le spese federali potrebbero anch’esse avere ripercussioni su crescita e inflazione, anche se finora non si sono riflesse nei dati, ad eccezione di un preoccupante nowcasting della Fed di Atlanta, che prevede un calo del PIL del primo trimestre del 2,4% su base annuale.

La Federal Reserve si trova a dover affrontare un dilemma significativo.

I dati attuali offrono poco chiarimento sulla direzione economica degli Stati Uniti dopo le scelte di Trump, e le informazioni disponibili possono risultare fuorvianti.

Sembra che i tassi siano già piuttosto elevati.

Basando il calcolo su un tasso reale neutrale dello 0,50% e un obiettivo di inflazione del 2%, i tassi Fed Funds sopra il 4% indicano un orientamento restrittivo, che potrebbe non essere del tutto giustificato dai dati.

Tuttavia, le misure di mercato sulle aspettative di inflazione mostrano un ritorno verso l'obiettivo del 2%, anche se resta da chiarire quanto il calo dei rendimenti, dovuto a pessime prospettive per il mercato azionario, incida su tale andamento.

Le aspettative inflazionarie misurate dai sondaggi, come ad esempio l'indice della Michigan University, evidenziano una tendenza opposta, superando il 3% a gennaio (giungendo al 3,3%, il massimo da maggio); ma gli studi condotti dalla Fed di Cleveland e dalla Fed di Atlanta sui prezzi mostrano timidi segnali di miglioramento.

I rendimenti, una delle componenti chiave delle condizioni finanziarie che influenzano le decisioni della Fed, stanno diminuendo rapidamente; tuttavia, la parte a breve della curva, la quale realizza la politica monetaria, è rimasta sostanzialmente costante.

Nel frattempo, il valore effettivo del dollaro rimane relativamente alto, lontano dai livelli medi a lungo termine.

Questa situazione potrebbe implicare che la Fed potrebbe dover valutare attentamente le sue prossime mosse, specialmente in un contesto in cui le aspettative economiche sono particolarmente mutevoli.

Cosa succederà se i tassi rimarranno fermi? La risposta potrebbe avere ripercussioni significative sugli investimenti e sul mercato del lavoro! Rimanete sintonizzati per ulteriori aggiornamenti!