Scienza

Noemi parla della sua esperienza con la derealizzazione: "Mi sentivo come sotto una campana di vetro"

2025-03-07

Autore: Sofia

Dopo la sua recente partecipazione al Festival di Sanremo 2025, Noemi, 43 anni, è stata al centro di un servizio del programma Le Iene. La famosa cantante romana, nata nel 1982, ha dedicato 48 ore a un viaggio intimo con il conduttore Nicolò De Devitiis, visitando i luoghi più significativi della sua vita, Roma e Fregene. Durante questo documentario, Noemi ha rievocato uno dei periodi più bui della sua esistenza, che coincide con i suoi trent'anni. "In quel periodo mi sono ritrovata a vivere un'esperienza che si chiama derealizzazione", ha condiviso con il pubblico. "La mia mente mi ha dato una sensazione di distacco dal mondo, mi sentivo come se fossi sotto una campana di vetro, vedevo tutto e tutti lontani. Questa condizione mi ha accompagnato anche durante la mia partecipazione a Sanremo nel 2012. È incredibile pensare che proprio quando raggiungi il massimo, come in quello spettacolo, ti strappano tutto via. A volte, bisogna attraversare l'inferno per arrivare al paradiso".

Quando la realtà sembra sfumare

La derealizzazione, spiega la dottoressa Beatrice Casoni, psichiatra, è una condizione in cui l'ambiente circostante appare irreale, senza salti temporali o spaziali. Questo disturbo può manifestarsi come un episodio isolato o può diventare cronico, ed è spesso associato a episodi di ansia, depressione, stress post-traumatico o abuso di sostanze. Le persone che ne soffrono possono sentirsi come se fossero in un sogno, distaccate dalla loro realtà. Nei casi più gravi, questa condizione interferisce con la vita quotidiana e diventa un disturbo di derealizzazione/depersonalizzazione.

Un meccanismo di difesa contro lo stress

"La persona che vive la derealizzazione appare confusa e vive una perdita del senso di realtà, percependo l'ambiente come ovattato o privo di vita", aggiunge la psicoterapeuta dottoressa Elisa Stefanati. "Questo cambiamento percettivo è spesso una reazione fisiologica acuta allo stress, un meccanismo di difesa per proteggersi da emozioni travolgenti. Tuttavia, la percezione della realtà rimane intatta: chi ne soffre è consapevole che la propria visione alterata non corrisponde al mondo esterno, distinguendosi perciò da un disturbo psicotico".

Le strategie terapeutiche: dalla psicoterapia alla neuromodulazione

Per affrontare la derealizzazione, le terapie come l'EMDR e la terapia cognitivo-comportamentale si sono dimostrate efficaci. "Il percorso terapeutico inizia solitamente con la stabilizzazione del paziente e utilizza tecniche di grounding, che aiutano a riportare la persona alla realtà", specifica la dottoressa Stefanati. È fondamentale, secondo la dottoressa Casoni, individuare e trattare le cause sottostanti per raggiungere una completa remissione. Sono sempre più popolari approcci innovativi come il neurofeedback e la stimolazione magnetica transcranica, che non solo modulano l'attività cerebrale ma contribuiscono anche a ridurre i sintomi e accelerare il processo di guarigione.

Noemi, con la sua toccante testimonianza, getta luce su un tema spesso sottovalutato, ma molto reale per molti: la salute mentale. "La mia esperienza" - conclude la cantante - "è solo una delle tante storie che dimostrano quanto sia importante chiedere aiuto e condividere le proprie battaglie".