Scienza

Poker di mondi attorno alla stella di Barnard

2025-03-12

Autore: Alessandra

La stella di Barnard, una piccola e antica nana rossa situata nella costellazione dell'Ofiuco, è nota per essere la seconda stella più vicina al nostro sistema solare, a meno di sei anni luce di distanza, subito dopo il sistema di Alpha Centauri. Recentemente, grazie allo strumento Espresso del VLT, è stata confermata l'esistenza di un pianeta che orbita attorno a questa stella, ma ora le scoperte sono quadruplicate: sono stati identificati quattro esopianeti, tutti di dimensioni inferiori a quelle della Terra, con masse comprese tra il 20 e il 30% di quella del nostro pianeta. La scoperta è stata comunicata nel prestigioso The Astrophysical Journal Letters e deve il suo successo al Maroon-X, un innovativo strumento progettato per monitorare le stelle nane rosse, installato presso il telescopio Gemini North alle Hawaii.

Questo è un avanzamento notevole per vari motivi. In primo luogo, la stella di Barnard è una stella singola, contrastando con sistemi stellari multipli come Alpha Centauri. Questa caratteristica rende il sistema di Barnard unico poiché solo una stella illumina i suoi pianeti. Inoltre, uno dei pianeti scoperti è stato identificato come il meno massiccio mai osservato utilizzando la tecnica delle velocità radiali, stimolando così un ottimismo crescente nella comunità astronomica per la scoperta di pianeti simili attorno ad altre stelle vicine.

La determinazione di questo esopianeta leggero è una prova della sensibilità potenziata del Maroon-X, capace di riconoscere piccolissimi effetti gravitazionali causati dai pianeti. Gli astronomi hanno monitorato la stella di Barnard per 112 notti in un periodo di tre anni, per assicurarsi che non si trattasse di falsi segnali, un compito complesso, data la storia della stella di essere un'illusione per i cacciatori di mondi al di là del nostro.

Curiosamente, i quattro pianeti non transitano mai davanti alla loro stella dal nostro punto di vista, il che rende difficile la determinazione delle loro composizioni. È probabile, tuttavia, che siano tutti pianeti rocciosi, con periodi di rivoluzione che variano tra i 2.3 e i 6.7 giorni terrestri. Le osservazioni hanno escluso la presenza di pianeti nella zona abitabile della stella di Barnard, quella regione favorevole alla presenza di acqua liquida.

La conferma di queste scoperte potrebbe portare a ulteriori ricerche e, perché no, alla scoperta di forme di vita al di fuori del nostro sistema solare.