
Fisco in crisi: debiti reach 1.270 miliardi. La Lega bocciata nella sua proposta di rottamazione
2025-03-26
Autore: Marco
La Lega, sotto la guida di Matteo Salvini, ha tentato di promuovere la quinta rottamazione delle cartelle esattoriali come un'opportunità per riassestare le finanze del Paese. Tuttavia, le recenti audizioni della Corte dei Conti e dell'Ufficio parlamentare di bilancio hanno gelato le speranze della Lega, evidenziando che ulteriori sanatorie fiscali potrebbero solo incoraggiare l'evasione e non risolvere il crescente debito fiscale, attualmente giunto a 1.273 miliardi di euro, un incremento significativo rispetto ai 954 miliardi del 2019, con 21,7 milioni di contribuenti coinvolti.
Critiche solide sono arrivate anche da esperti come Giovanni Spalletta, direttore generale Finanze del Ministero dell'Economia, e Alessandro Santoro, docente alla Bicocca, che hanno avvertito che il modello proposto non tiene conto delle differenze tra i contribuenti e rischia di aumentare il problema dell’evasione fiscale. Santoro ha affermato che non differenziare tra i contribuenti in base alla loro situazione economica può portare a un medio o lungo termine flop nel gettito.
Massimo Garavaglia, presidente della Commissione Finanze del Senato, ha replicato alle obiezioni rilevando che non si possono ignorare i problemi strutturali della riscossione fiscale. Infatti, ogni anno circati 80 miliardi vengono affidati all'Agenzia delle Entrate, dei quali solo una parte significativa deriva da veri tentativi di accertamento il che porta a una situazione insostenibile. Risultato? Il tasso di riscossione è rimasto al di sotto del 10%, con una situazione paragonabile solo a quella della Grecia.
Le sanzioni inadeguate e la mancanza di un veloce intervento correttivo potrebbero aggravare la situazione, come sottolineato dalla Corte dei Conti, affermando che l'idea di una quinta rottamazione senza paletti è poco indicata per un sistema già debole. Le incertezze nel sistema di riscossione spingono i cittadini a non prendere sul serio i propri obblighi fiscali.
Inoltre, la questione diventa ancor più pressante se consideriamo che le misure adottate finora dal governo, su cui poco è stato fatto per affrontare il problema del debito fiscale incagliato, devono necessariamente cambiare. Le soluzioni proposte dalla commissione guidata da Roberto Benedetti, con una tempistica per la presentazione delle raccomandazioni attesa entro quest'autunno, sono fondamentali per evitare ulteriori aggravamenti e lavorare efficacemente sulla risoluzione del magazzino debitorio.
In sintesi, per il bene della stabilità economica dell'Italia, è imperativo che il governo Meloni agisca rapidamente per riformare un settore critico che da troppo tempo è nel caos. Il futuro economico dipenderà dalla capacità di attuare riforme efficaci e mirate, e non da misure tampone.