
Dalla linea dura alla "tregua a tutti i costi": le voci degli ucraini. 'Partito della pace' al 52% in 2 anni
2025-03-24
Autore: Sofia
La pace sembra un miraggio mentre le bombe continuano a colpire l'Ucraina, già entrata nel suo quarto anno di guerra con conseguenze devastanti. Secondo le Nazioni Unite, circa 12 milioni di persone necessitano di assistenza umanitaria, mentre 3,4 milioni sono sfollati interni. Il bilancio delle vittime ha superato il milione nei conflitti che coinvolgono entrambe le fazioni.
I richiami alla mobilitazione e all'unità nazionale non sono più sufficienti. Il cosiddetto 'partito della pace' ha guadagnato trenta punti percentuali in due anni, raggiungendo il 52% degli ucraini che chiedono un accordo per la fine del conflitto, secondo un recente sondaggio di Gallup. Con la diplomazia che tenta di riemergere, il dibattito non verte più solo tra guerre e pace, ma sui termini di un possibile accordo. Oleh Saakian, cofondatore della Piattaforma nazionale per la stabilità e la coesione, avverte: “Siamo in una guerra prolungata, e le autorità non offrono prospettive chiare per il futuro del Paese in questa situazione di conflitto permanente.”
Questo clima di incertezza porta a un crescente smarrimento tra la popolazione. Vyacheslav Grynevych, direttore esecutivo di Caritas-Spes Ucraina, ha dichiarato: “Abbiamo paura di rimanere sotto l’ombra della guerra.” Fino ad ora, l’organizzazione ha fornito assistenza a 4 milioni di persone, evidenziando l'importanza della collaborazione con la comunità internazionale per la ricostruzione e la pace.
Le conseguenze della guerra si sentono ovunque, e le città come Kryvyi Rih, nel Dnipropetrovs’k, sono ridotte in macerie. Olya Vodolazova, una giovane di 26 anni, osserva: “Nessuno corre più verso i rifugi antiaerei, ci siamo abituati a vivere con la paura.” Il tragico aggiornamento è che i missili colpiscono in meno di tre minuti, lasciando solo sessanta secondi ai cittadini per mettersi al sicuro.
Kryvyi Rih è anche conosciuta per le sue abbondanti risorse minerarie, tra cui ferro e magnesio. Ci sono voci che, in caso di accordo sui minerali strategici, parte di queste risorse potrebbero essere cedute a Washington. “È fondamentale garantire la sicurezza e preservare i nostri interessi,” ha affermato Olya in un’intervista, evidenziando le preoccupazioni sulle trattative.
La situazione inquieta anche Viktoria Lukyanenko, 24 anni, da Odessa, la quale ha già vissuto la fuga in Italia. Secondo Viktoria, “Donald Trump è un uomo d'affari che cerca profitti ovunque, anche a costo delle vite umane.” Mostrando le distruzioni dalla sua finestra, ha aggiunto: “Chi negozia sulla nostra pelle non sa cosa significhi vivere nel terrore.”
Sul fronte bellico, la situazione è altrettanto complicata. I soldati affrontano crescenti diserzioni, che nel 2024 hanno raggiunto le 60.000, come riportato dal Financial Times. Un ufficiale della 72ª brigata ha confessato: “Onestamente, abbiamo sfruttato al massimo le nostre risorse umane.”
In un improbabile cambiamento della narrativa, anche la cessione di territori, tra cui Crimea e aree degli oblast di Donetsk e Luhansk, non è più considerata un tabù, come indicato da un sondaggio dell'Istituto internazionale di sociologia di Kiev. Gli ucraini sono ora più disposti a discutere queste concessioni per raggiungere la pace e preservare l'indipendenza del Paese.
Artem Shevchuk, 43 anni, residente a Kiev, riflette su quanto si è perso: “Quanti ritratti vogliamo ancora aggiungere al muro della memoria nel monastero di San Michele? Quante vite dobbiamo sacrificarci ancora?” In questo contesto di sofferenza, le voci degli ucraini si uniscono in un'unica richiesta disperata: una tregua, a tutti i costi.