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Ucraina, Fiona Hill: «Putin ha trionfato. Un negoziato che ignora gli europei»

2025-03-20

Autore: Marco

Fiona Hill, ex direttrice per l'Europa nel Consiglio per la sicurezza nazionale durante il mandato di Trump, ha espresso le sue preoccupazioni sulla situazione geopolitica attuale in un'intervista rilasciata a Repubblica. Hill ha commentato l'importante telefonata tra Donald Trump e Vladimir Putin, affermando: «Il capo del Cremlino ha ottenuto quello che desiderava». L'ex consigliera ha anche dichiarato che il sistema di sicurezza che era stato creato dopo le due guerre mondiali è ormai giunto al termine.

Svelando le proprie osservazioni sulla telefonata tra i leader, Hill ha detto: «Non è stata molto proficua per la Casa Bianca. Putin continua a sostenere le sue posizioni estreme, chiedendo la fine dei sostegni militari e delle informazioni a Zelensky. Data la precedente disponibilità di Trump a una tregua con l'Ucraina, si era probabilmente aspettato di influenzare Putin». Questo porta a domandarsi se il rapporto fosse più un «negoziato personale» tra i due leader, a discapito degli interessi ucraini ed europei.

La Hill ha emesso un giudizio severo sulla strategia di Trump nei confronti della Russia, sostenendo che tale approccio non ha fatto altro che avvantaggiare Putin nel conflitto con l'Ucraina, mettendo a rischio la stabilità europea e la sicurezza della nazione di Volodymyr Zelensky. «Questa è una guerra europea e in gioco c'è la sicurezza del continente, ma gli europei sono stati esclusi dalle decisioni. Stiamo assistendo a una situazione non dissimile a quella della Prima guerra mondiale, sia per le dinamiche del conflitto, sia per il tentativo di ridefinire le relazioni di potere tra le grandi potenze».

Cosa può fare Trump per migliorare la situazione? Hill risponde: «Comprendo il desiderio di migliorare le relazioni con la Russia e prevenire il conflitto nucleare, ma assicurarsi di farlo con l'attuale approccio non è la soluzione giusta». La ex consigliera incoraggia quindi l'Europa a «rialzare la testa» e a procedere con una linea di azione unitaria, piuttosto che come singoli Stati. Sottolinea anche il ruolo cruciale che la Premier Italiana, Giorgia Meloni, potrebbe svolgere in questo contesto, orientando l'Europa verso una risposta più coesa e determinata.