Nazionale

"Scritte contro Giorgia Meloni: un messaggio di odio a Ozieri"

2025-03-29

Autore: Alessandra

Nella notte scorsa, la cittadina di Ozieri, in provincia di Sassari, è stata svegliata da scritte offensive contro la premier Giorgia Meloni. "Giorgia nel fosso" e "Meloni appesa come lui" sono solo alcune delle frasi vergognose comparse sui muri, mentre la mattina seguente, il teatro Oriana Fallaci ospitava un incontro tra la deputata locale di Fratelli d'Italia, Barbara Polo, e gli studenti.

Il forum, che mirava a stimolare l'interesse dei giovani verso le Istituzioni, è stato accolto da un clima di ostilità, con slogan come "Fratelli di sta minchia" e "Fasci morti nel gulag" lasciati sui muri appena fuori dal teatro.

Barbara Polo, prima dell'incontro, aveva espresso il suo entusiasmo per la partecipazione dei giovani a eventi del genere: "Ogni volta che i ragazzi si interessano alle attività politiche è un segnale positivo. È importante che la loro vivacità intellettuale venga coltivata e supportata."

La reazione di Fratelli d'Italia non si è fatta attendere. Giovanni Donzelli, deputato e responsabile organizzazione del partito, ha condannato con fermezza le scritte, sottolineando che simili atti non fermeranno l'impegno per un'Italia migliore: "Non ci faremo intimidire e andremo avanti per il bene del nostro Paese."

Anche Francesco Mura, coordinatore regionale di Fratelli d'Italia in Sardegna, ha espresso sostegno a Barbara Polo, definendo le scritte come un atto vile e inaccettabile. Ha invitato le istituzioni scolastiche e le autorità competenti a intraprendere azioni per garantire sicurezza e rispetto nei luoghi di incontro e dibattito, affinché episodi del genere non si ripetano.

Aggiungendo ulteriore peso alla questione, Paolo Truzzu e Corrado Meloni, rappresentanti di Fratelli d'Italia in Sardegna, hanno commentato che un clima di intolleranza simile a quello degli anni '70 è alimentato da frasi pronunciate da esponenti del centrosinistra, incitando alla violenza. "Riteniamo cruciale che il dibattito politico torni a essere condotto con civiltà e rispetto delle idee altrui", hanno affermato, auspicando un isolamento di coloro che praticano l'odio attraverso le parole e le azioni.

La situazione a Ozieri getta luce su un fenomeno allarmante: l'escalation di attacchi verbali e fisici da parte di gruppi estremisti, che mettono in pericolo la democrazia e la civilizzazione del dibattito politico. La società deve opporsi a questi atti di violenza e lavorare per un futuro in cui il rispetto e il dialogo siano alla base della partecipazione politica.