
Rivelazioni Shock: L'83% dei Fondi per la Conservazione Va Solo agli Animali 'Belli'
2025-03-21
Autore: Marco
“Non si vede una cosa finché non se ne vede la bellezza.” Questa famosa citazione di Oscar Wilde riflette perfettamente le conclusioni di uno studio rivelatore, il primo del suo genere, pubblicato su PNAS dalle Università di Hong Kong e Firenze. La ricerca evidenzia un grave squilibrio nella distribuzione dei fondi globali, sia pubblici che privati, destinati alla salvaguardia delle specie animali.
Secondo lo studio, ben l'83% dei fondi è allocato a vertebrati, lasciando praticamente al palo quasi il 94% delle specie a rischio di estinzione, che vivono nell'ombra perché ritenute 'brutte' o poco attraenti.
Stefano Cannicci, docente di Zoologia presso l'Università di Firenze e coautore della ricerca, afferma: “Abbiamo esaminato 14.566 progetti di conservazione risalenti agli ultimi 25 anni, dal 1992 al 2016, confrontando i finanziamenti per specie con il loro status nella 'lista rossa' delle specie minacciate stilata dall'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN). È chiaro che chiedere fondi per salvare una ranocchia poco nota è molto più difficile rispetto alla richiesta di finanziamenti per animali iconici come il panda o l'elefante africano.”
Cannicci sottolinea anche la gravità della situazione in ambito governativo: “Se questo fenomeno può avere un fondamento nel settore privato, è inaccettabile a livello pubblico. Ogni anno perdiamo innumerevoli specie di anfibi senza alcun supporto, mentre investiamo enormi somme per animali che catturano l'attenzione del pubblico. Ad esempio, in alcune parti della Thailandia, le femmine di elefante ricevono contraccettivi per contenere la loro popolazione, mentre tantissimi fondi vengono spesi per la loro conservazione: un paradosso.”
Dei 1.963 miliardi di dollari disponibili per progetti di conservazione, l'82,9% è finito a disposizione dei vertebrati. Piante e invertebrati hanno ricevuto ciascuno solo il 6,6% dei finanziamenti, mentre alghe e funghi si spartiscono meno dello 0,2%. La maggior parte di questi fondi proviene da programmi europei come il LIFE, considerato una risorsa fondamentale per la conservazione delle specie in Italia.
La situazione è simile anche nel nostro Paese: “Proteggere specie 'ombrello' è importante,” afferma Cannicci, “ma dovremmo impegnarci di più per salvaguardare anche specie meno celebri come la lucertola tal dei tali o la rana rossa. È cruciale affinché i sistemi governativi si basino di più sulla scienza piuttosto che sull'estetica. Sebbene sia umano attrarre attenzione verso l'affascinante, i fondi, già scarsi, devono essere gestiti in modo lungimirante. Non possiamo dimenticare che anche le specie protette rischiano di estinguersi se le loro risorse alimentari non vengono salvaguardate.”
Questa scoperta non è solo una chiamata d'allerta per il mondo scientifico, ma anche per i donatori e i governi. È tempo di rivedere le priorità e garantire che ogni creatura, bella o brutta che sia, abbia una chance di sopravvivere.