
Nuove scosse di terremoto e raid militari ostacolano i soccorsi in Myanmar
2025-03-30
Autore: Giulia
A due giorni dal devastante terremoto che ha colpito il Myanmar, il paese è in ginocchio: il bilancio ufficiale parla di almeno 1.700 morti e centinaia di dispersi, mentre la situazione sembra aggravarsi ogni ora. I soccorsi, già complicati, sono ostacolati dalle scosse di assestamento e dall'intensificarsi delle offensive militari da parte della giunta golpista, che ha però anche lanciato un appello urgente per un aiuto internazionale.
Secondo un funzionario delle Nazioni Unite, i bombardamenti aerei sono ripresi appena un'ora dopo la tremenda scossa di magnitudo 7.7, avvenuta venerdì pomeriggio. A complicare ulteriormente la situazione, il Governo di unità nazionale, formato da ex membri del governo democratico e da milizie etniche, ha dichiarato una tregua parziale per facilitare le operazioni di soccorso, ma questa iniziativa sembra essere stata ignorata, dato che un attacco nell'area nord-orientale di Shan ha provocato la morte di almeno 7 persone.
Le scosse hanno causato la distruzione di edifici, ponti e strade in vaste zone, colpendo in particolare la centrale piana del fiume Irrawaddy. A Mandalay, la storica capitale, i soccorritori hanno lavorato instancabilmente e, in 48 ore, sono riusciti a estrarre vive 29 persone dalle macerie del complesso residenziale Sky Villa, dove 3 delle 4 palazzine di 11 piani sono crollate. I soccorritori hanno ritrovato 9 corpi senza vita e si teme che circa 90 persone possano trovarsi ancora sotto le macerie. Quella che era stata un'operazione di salvataggio celebrata si è purtroppo conclusa tragicamente, con la scoperta che una donna incinta, estratta viva, è morta poco dopo.
Nel frattempo, le squadre di soccorso stanno collaborando con gruppi cinesi per cercare monaci buddisti presumibilmente disperso in un monastero, dove molti stavano sostenendo esami durante il terremoto. Le operazioni di salvataggio rimangono per lo più spontanee, con la popolazione locale che scava a mani nude.
A complicare ulteriormente la situazione, due scosse di assestamento di magnitudo 4.2 e 5.1 hanno colpito Mandalay, creando panico tra i sopravvissuti. Inoltre, un'altra scossa di 7.1 ha fatto scattare un allerta tsunami a Tonga, che è stato successivamente revocato.
A Bangkok, distante oltre mille chilometri dal Myanmar, le autorità hanno recuperato 18 corpi dalle macerie di un grattacielo di 30 piani in costruzione, mentre circa 70 operai risultano ancora dispersi. L'edificio, crollato in circostanze misteriose, era una joint venture tra la Italian-Thai Development Plc e una sussidiaria della China Railway Engineering Corporation, una delle più grandi aziende di ingegneria del mondo.
Anche se i primi aiuti umanitari stanno arrivando, le agenzie internazionali avvertono che il Myanmar non ha le risorse necessarie per affrontare un disastro di questa portata. Con migliaia di feriti e una gravissima carenza di medicinali e attrezzature mediche, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha inviato 3 tonnellate di materiali di emergenza negli ospedali, mentre la Federazione Internazionale della Croce Rossa ha lanciato un appello per raccogliere oltre 100 milioni di dollari. La comunità internazionale si mobilita, ma per molti nel Myanmar, il tempo sta scadendo.