Scienza

L'arrivo della prima risonanza magnetica mobile in Italia all'ospedale di Avezzano

2025-03-26

Autore: Giovanni

Avezzano. "Finalmente anche l'ospedale di Avezzano potrà contare su una risonanza magnetica mobile, proprio come quelle di L'Aquila e Chieti". A dichiararlo è Massimo Verrecchia, Consigliere regionale di Fratelli d'Italia.

Si tratta della prima risonanza magnetica portatile dedicata specificamente allo studio del cervello in Italia, un'iniziativa finanziata dal Ministero della Salute all'interno del Piano Operativo Sanità 2021. Questo progetto innovativo è stato realizzato grazie alla collaborazione di una rete di ricercatori italiani, con l'Università dell'Aquila nel ruolo di capofila, e il supporto dell'Università di Chieti. Verrecchia ha espresso un sentito ringraziamento al Rettore dell'Università dell'Aquila, Edoardo Alesse, e alla professoressa Simona Sacco, ordinaria di Neurologia e direttrice della Neurologia e Stroke Unit dell'ospedale di Avezzano. Grazie ai loro sforzi e a quelli della direzione della ASL, anche l'ospedale di Avezzano potrà ora beneficiare di questo strumento, fondamentale per il miglioramento nella gestione degli ictus.

Il Consigliere regionale ha inoltre sottolineato l'importanza di questo macchinario per il miglioramento della diagnosi e del trattamento dell'ictus: "La risonanza magnetica mobile non solo accelererà la diagnosi, ma renderà anche gli interventi terapeutici più efficaci e tempestivi". Inoltre, ha evidenziato un obiettivo cruciale della tecnologia, ovvero quello di valutare l'impatto dell'uso della risonanza magnetica mobile nella gestione dell'ictus in situazioni di emergenza all'interno degli ospedali.

Ma la vera rivoluzione potrebbe arrivare con il potenziale trasporto della risonanza magnetica su ambulanze, permettendo diagnosi immediate anche a domicilio dei pazienti, specialmente nelle aree interne dove l'accesso a strutture sanitarie può essere più complesso e difficoltoso. Questo sviluppo potrebbe rappresentare un passo ingente verso un'assistenza sanitaria più veloce e performante, in grado di salvare vite e migliorare la qualità della cura per i pazienti colpiti da ictus.