Tecnologia

Investimento da 600 milioni: Retina costruisce 21 impianti di biometano al Sud

2025-03-27

Autore: Matteo

Retina, una holding all'avanguardia nel settore delle energie rinnovabili, è pronta a realizzare un ambizioso progetto: la costruzione di ben 21 impianti di biometano tra Lazio e Campania, per un investimento totale di 600 milioni di euro. Questa iniziale fase dell'investimento, che prevede la realizzazione di 9 impianti, richiederà circa 300 milioni di euro, e ha già visto l'inizio dei lavori a settembre 2024 con la collaborazione della Techbau, nota azienda torinese.

I finanziamenti sono stati assicurati attraverso un pacchetto che ammonta a 240 milioni di euro, fornito da un consorzio di banche illustri come Bnp Paribas, Ing Bank, Intesa Sanpaolo, Sociétè Générale e UniCredit, grazie al supporto di Sace con la Garanzia Archimede per facilitare le infrastrutture produttive. Importante sottolineare che questi impianti beneficeranno anche di incentivi provenienti dal Pnrr, grazie alla loro partecipazione al terzo bando dedicato, previsto dal decreto ministeriale del 15 settembre 2022.

Le localizzazioni degli impianti includono Velletri (Roma), Pontinia e Terracina (Latina), oltre a Sessa Aurunca, Pignataro Maggiore, Pietravairano e Dragoni in provincia di Caserta. La messa in esercizio dei primi impianti è prevista per novembre 2025, mentre gli ultimi dovrebbero essere attivi entro marzo 2026. A questi si aggiungeranno ulteriori 12 impianti, per un totale di circa 300 milioni, che saranno sviluppati in Lazio, Campania, Puglia e Molise. È prevista l'inizio dei lavori della seconda fase per aprile 2026, seguita da un obiettivo di completamento entro il 30 giugno 2026.

Questo progetto segna una nuova era per la produzione di biometano nel Sud Italia, una tecnologia finora predominante nel Nord del paese. Gli impianti utilizzeranno biomasse agricole di scarto, in particolare costituite per il 60% da deiezioni di bovini e polli, oltre alla sansa derivante dalla lavorazione dell'olio. Attraverso un processo innovativo che combina tecnologie anaerobiche e aerobiche, i materiali trattati produrranno biometano, una parte della quale verrà immessa direttamente nella rete di distribuzione del gas italiano, con il generamento contestuale di CO2 biologica e fertilizzanti organici.

Ogni impianto ha la capacità di trattare annualmente circa 100.000 tonnellate di biomassa, producendo un sorprendente totale di 4.235.000 metri cubi di biometano, nonché 6.000 tonnellate di CO2 e un ammendante organico derivato dal digestato, a conferma dell’impatto positivo su uno dei più critici problemi di sostenibilità ambientale.

Riccardo Paganelli, fondatore di Actarus Renewables, ha dichiarato: «Il nostro progetto non solo contribuisce a ridurre l'inquinamento da nitrati nelle acque, un problema che l'Italia sta affrontando seriamente dopo la revisione da parte della Commissione UE, ma offre anche una soluzione per il corretto trattamento delle deiezioni in aree agricole ad alta densità di allevamenti come quella della bufala campana. È un passo significativo per migliorare la sostenibilità ambientale, riducendo l'impatto delle pratiche agricole locali e sottraendo materiali potenzialmente dannosi dall'ambiente».

Con la creazione di questi 21 impianti, Retina non si limita a promuovere lo sviluppo della bioeconomia locale, ma si colloca all'avanguardia nella lotta per un futuro energetico più pulito ed ecologico in Italia.