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Gli italiani in pericolo: come i dazi di Trump potrebbero distruggere posti di lavoro e prodotti tipici

2025-04-01

Autore: Giulia

Negli ultimi mesi, la crescente tensione tra Stati Uniti e Italia a causa delle politiche commerciali di Donald Trump ha destato preoccupazione in molti settori. La guerra commerciale dichiarata dal presidente americano potrebbe avere ripercussioni devastanti sulle nostre esportazioni, colpendo in particolare settori simbolo della nostra economia come l'abbigliamento, i salumi e i vini italiani. I nuovi dazi di importazione, che si aggirano attorno al 25% ma potrebbero addirittura toccare il 200% per il vino, mettono a rischio migliaia di posti di lavoro nel nostro Paese.

Il settore agroalimentare, che comprende prelibatezze come la finocchiona, il parmigiano reggiano e il prosecco, è particolarmente vulnerabile. Le aziende italiane, già colpite dalla crisi economica globale, si trovano ad affrontare un ulteriore ostacolo che potrebbe ridurre le esportazioni fino all'80% per alcuni prodotti. La filiera produttiva risente di questi aumenti, costringendo i produttori a tagliare il personale e a chiudere i battenti se non troveranno nuovi sbocchi commerciali.

Secondo Chiara Condello, produttrice di vino in Romagna, "una tassazione del 200% significa che molti vini di alta qualità non saranno più esportati negli Stati Uniti, chiudendo completamente un mercato vitale". Nonostante la resistenza di marchi come Ferrari e Lamborghini, che continuano a vendere auto di lusso, il settore alimentare è destinato a soffrire enormemente.

La presidente di Coldiretti Toscana, Letizia Cesani, avverte: "Gli Stati Uniti sono la prima destinazione per il nostro vino e olio. La situazione metterà in crisi migliaia di piccole aziende che costituiscono il tessuto produttivo della nostra regione". La sfida è quindi non solo economica, ma anche culturale, poiché tali misure potrebbero favorire l'emergere di prodotti falsi che si spacciano per made in Italy.

Un dato allarmante: l'Abruzzo, con il suo 17% di export verso gli Stati Uniti, ha visto una crescita delle esportazioni del 160% nel settore manifatturiero, nonostante le difficoltà. Tuttavia, l'incidenza dei dazi su moda e farmaceutica rischia di aumentare i prezzi per i consumatori americani e mettere in crisi la domanda.

Ma non tutto è perso. Come suggerisce Lucio Miranda di ExportUsa, "informarsi su aree geografiche americane meno competitive potrebbe rivelarsi cruciale per contrastare la saturazione del mercato". La strategia suggerita è quella di mantenere un dialogo attivo con i partner commerciali e invocare politiche più favorevoli per sostenere l'export europeo.

Insomma, i dazi di Trump non rappresentano solo una minaccia, ma anche un'opportunità per ripensare e rilanciare il made in Italy. Tuttavia, la strada è in salita e richiede un'azione immediata e coordinata per salvaguardare l'economia italiana.