
Deportato per errore a El Salvador: il drammatico caso di Kilmar Abrego Garcia e il disinteresse del governo americano
2025-04-01
Autore: Marco
La questione di Kilmar Armando Abrego Garcia, un cittadino salvadoregno, sposa di una cittadina americana e padre di un bambino di cinque anni, ha sollevato un polverone negli Stati Uniti. Deportato per errore in El Salvador il 15 marzo 2025, nonostante avesse un provvedimento che proibiva la sua espulsione, la sua situazione è diventata simbolo degli errori e delle contraddizioni dell'amministrazione Trump.
Abrego Garcia aveva ottenuto un giudizio favorevole nel 2019 che affermava l'impossibilità di deportarlo nel suo paese d’origine a causa del rischio di persecuzione. Tuttavia, il governo Trump, dopo aver riconosciuto pubblicamente l’errore, ha deciso di opporsi alla richiesta della famiglia di riatrarlo negli Stati Uniti. I legali del governo hanno addirittura affermato che gli interessi del Presidente prevalgono su quelli di Abrego e della sua famiglia, lasciandoli in uno stato di angoscia e insicurezza.
Il documento composto dall’esecutivo americano ammette che un giudice dotato di competenze ha stabilito che Abrego Garcia non dovesse essere deportato, come un tentativo di salvaguardare individui da condizioni pericolose. Tuttavia, la burocrazia e gli errori amministrativi sembrano aver avuto la meglio, con la conseguenza di rinchiudere Abrego in una prigione a El Salvador.
Negando qualsiasi responsabilità, il governo contesta giuridicamente la capacità del tribunale del Maryland di intervenire, argomentando che Abrego, essendo ora all'estero, non rientra nella giurisdizione. Anche se un tribunale fosse disposto a ordinare un intervento, i legali avvertono che non ci sarebbero garanzie che l’istruzione potesse essere effettivamente eseguita. La realtà è che gli interessi geopolitici del Presidente sembrano avere la precedenza su questioni di diritti umani e di giustizia individuale.
La storia di Kilmar Abrego Garcia è ulteriormente complicata da precedenti legali. Nel 2019 fu accusato di ingresso illegale negli Stati Uniti e, in sede di udienza, venne coinvolto in una controversa affermazione di un informatore che lo collegava a una nota gang criminale, la Mara Salvatrucha (MS-13). Tuttavia, nonostante queste accuse, non vi è alcuna prova concreta che Abrego Garcia fosse effettivamente un membro della gang. Ciò che emerge come fatto inconfutabile è che l'errore nella sua deportazione sia un chiaro segnale di una giustizia debole e impreparata.
Mentre la sua famiglia attende risposte, il caso di Abrego Garcia continua a sollevare interrogativi sulle pratiche di deportazione e sui diritti umani negli Stati Uniti. Le storie di tragedie umane come quella di Abrego non possono essere ignorate, e mettono in discussione il sistema che dovrebbe proteggere i suoi cittadini. Se stai seguendo la situazione, resta aggiornato su questa importante questione di giustizia e diritti umani.